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Info immigrati Informa - Notizie utili su e per i cittadini stranieri

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DATI SULL'IMMIGRAZIONE

Dossier statistico sull'immigrazione - Realizzato dai redattori di Idos, Confronti e UNAR

Cittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza - Report ISTAT, anni 2014-2015

"Fuggire o morire", il rapporto MEDU (Medici per i diritti umani) sulle rotte migratorie dai paesi sub - Sahariani verso l'Italia 

"L'evoluzione dei flussi migratori nel Mediterraneo", relazione di Sergio Bontempelli (Associazione Africa Insieme - Corriere delle Migrazioni) presentata in occasione della VI edizione di Migrandola 

  

NORME E LEGGI

Normativa italiana  - Visita la pagina su Meltingpot.org

 

VISTI E TRADUZIONE DI DOCUMENTI 

Visto per l'Italia - Visita la sezione dedicata sul sito del Ministero degli Esteri 

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I servizi consolari 

 

BAMBINI E RAGAZZI

Il Welcome kit per i minorenni stranieri redatto dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza 

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Con "Occhio al secchio" la raccolta differenziata si spiega in 9 lingue

 

 

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Alcuni dati sull'emergenza abitativa al mese di febbraio 2015

Da gennaio 2013, il Comune di Grosseto ha affidato al Coeso la gestione dell'emergenza abitativa, ovvero governare le domande e liste di attesa delle persone che richiedono un alloggio in emergenza. Le modalità di “ingresso” in questa lista, di assegnazione o revoca degli alloggi, ecc... sono definite da un regolamento approvato dal Consiglio comunale di Grosseto (con atto n.22 il 4/4/2012).

DOMANDE

Secondo questo regolamento, possono presentare domanda tutti i cittadini, residenti da almeno tre anni nel comune di Grosseto, che si trovano in una delle condizioni indicate dall'art. 2 del Regolamento tra cui: sottoposti a sfratto esecutivo, obbligati a lasciare l'alloggio a seguito di un provvedimento di separazione, abitare da almeno un anno in un alloggio adibito in maniera impropria ad abitazione, ecc...

LA STRUTTURA

La struttura che il Comune ha destinato all'emergenza abitativa è il complesso de “Il Poggio” in via del Molino Vecchio a Roselle. La gestione dell'immobile dal punto di vista delle manutenzioni e della guardiania è ancora in carico all'Amministrazione comunale.  Le case a disposizione a “Il Poggio” sono 93, tra mono e bilocali. Per far fronte a esigenze di famiglie numerose è stato sottoscritto un accordo tra Comune, Coeso e Epg per destinare alcune delle abitazioni in disponibilità dell'edilizia provinciale grossetana all'emergenza abitativa. Per questo, una volta all'anno viene indetto un bando di mobilità per il passaggio dalle case de “Il Poggio” a quelle Epg.

COME SI GESTISCONO LE GRADUATORIE

Le graduatorie di  emergenza abitativa vengono aggiornate ogni tre mesi. A gennaio 2013 la lista era di 130 persone. Attraverso nuove modalità di approccio, non più solamente amministrative – applicazione del regolamento -, ma anche professionali – il servizio sociale professionale prende in esame l'intera situazione di chi fa domanda, non solo la questione abitativa -, i numeri sono scesi in poco tempo: per fare un esempio, ad aprile 2013 le persone in lista era 110, a luglio 2013 erano 60, a ottobre 51 fino ad arrivare, ad ottobre 2014 a 32 persone. Come accennato sopra, questa “scrematura” è stata fatta agendo su più fronti: da un lato la verifica dei requisiti, dall'altro una presa in carico globale delle famiglie, che ha fatto emergere come,  molto spesso, il problema della casa non fosse quello principale, ma correlato ad altri (es. perdita del lavoro, disgregazione della famiglia, ecc.). Sono stati quindi avviati progetti personalizzati, specifici per ogni caso, che ha fatto sì che molti riuscissero a trovare altre modalità di alloggio e recuperare l'autonomia familiare. Altri fattori che hanno consentito la riduzione delle graduatorie sono: assegnazione di alloggi al Poggio di Roselle; a verifica dei requisiti e mancato rinnovo della richiesta da parte dell’utente (una volta all’anno, infatti, è necessario ripetere la domanda di emergenza abitativa, sulla base del modulo presente sul sito o reperibile agli uffici di Coeso SdS); a mobilità di alcune famiglie, composte da 4 o più persone, dal Poggio agli alloggi ERP. Si tratta di alloggi che L'Edilizia provinciale riserva all'emergenza abitativa, quindi le assegnazioni hanno comunque carattere provvisorio ed emergenziale.

L'attuale graduatoria, pubblicata a gennaio 2015 vede in lista 27 persone.<http://www.coesoareagr.it/images/stories//Emergenza_Abitativa/graduatoriaEA_gennaio2015.pdf

Home care premium 2015 - Scheda

Data ultima per la presentazione delle domande: venerdì 27 febbraio, ore 12.00.

Durata del progetto: dal 1 marzo al 30 novembre 2015.

Chi può richiedere il contributo: dipendenti e/o pensionati Inps – Gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap), per se stessi, per il coniuge convivente, per i figli e per i genitori.

Contributo massimo alla persona: € 1200 mensili + servizio a domicilio in base allo scaglione ISEE. Saranno detratte indennità di accompagnamento, pensioni di invalidità, altri contributi di enti locali, come l'assegno di cura.

Lo sportello di  supporto per la compilazione della domanda: dal lunedì  al venerdì dalle 9 alle 13, martedì e giovedì anche 15.30 – 17.30, presso il Punto Insieme di via Don Minzoni, a Grosseto tel 0564/483733.

Documentazione da presentare: ISEE sociosanitario 2015, certificazione di invalidità ai sensi della legge 104/92 per chi ne dispone.

Codice PIN online: servirà per l'accettazione del piano assistenziale redatto dall'assistente sociale. Può essere richiesto sul sito www.inps.it oppure allo sportello Urp dell'Inps, prima della presentazione della domanda per l'“Home care premium”.

 

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Scarica la guida alla compilazione 

 

Consulta tutti gli allegati 

Dormitorio per senza dimora

 Il dormitorio si trova in via De Amicis 11, nei locali messi a disposizione dal Comune di Grosseto (5 stanze con servizi, nell'edifico della ex circoscrizione).

La struttura di accoglienza temporanea,consente di ospitare fino a 10 persone, ma esiste un sistema di rete, che coinvolge anche associazioni di volontariato come "Le querce di Mamre onlus", la Caritas diocesana, "La ronda della carità e della solidarietà", "Anteas" e Parrocchia dell'Addolorata, che permette di dare riparo, nei periodi di emergenza freddo, a circa 20 persone che normalmente vivono in strada.

L’accesso al dormitorio di di via De Amicis è consentito ogni sera dalle 20.00 alle 22.00 e la mattina, prima di lasciare i locali, gli ospiti ricevono la colazione. 

Per soggiornare nella struttura è necessario sostenere un colloquio allo Sportello povertà e disagio (in via Verdi 5, aperto il giovedì dalle 15 alle 18, tel. 331/6136397 Alberto Castagnini), o rivolgersi al Pas, il Punto unico di accesso al sociale (sempre in via Verdi 5) aperto da lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì anche dalle 15,30 alle 17,30. 

Il dormitorio, che durante l'inverno serve a dare accoglienza ai senza dimora, è gestito durante il resto dell'anno dalle associazioni "La ronda della carità e della solidarietà" e "Anteas"  e viene utilizzato per dare ricovero a persone che hanno bisogno temporaneamente di un alloggio (perché hanno perso la casa, perché sono morosi, perché hanno perso l'impiego ecc.)

Scheda di approfondimento sull'amministratore di sostegno

LE DIFFERENZE TRA  TUTELA, CURATELA E AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

La tutela, la curatela e l'amministrazione di sostegno sono misure di protezione giuridica previste dalla legge per aiutare le persone con limitate capacità di autonomia (fisiche e/o mentali), favorendone la promozione e la tutela dei diritti, o i minori i cui genitori sono venuti a mancare o siano decaduti dall'esercizio della potestà genitoriale, per garantire loro rappresentanza legale e supporto educativo.

La tutela è un istituto di protezione giuridica che si apre a seguito di una sentenza di interdizione nei confronti della persona che si trova in condizione di abituale infermità di mente, tale da renderla incapace di provvedere ai propri interessi.  Ma solo quando ciò si rende necessario per assicurarle un’adeguata protezione. La tutela comporta la limitazione completa della capacità di agire: viene, quindi, nominato dal giudice tutelare un rappresentante legale (il tutore, appunto) con il compito di prendersi cura della persona, di rappresentarla in tutti gli atti civili e di verificare che ne vengano garantiti i diritti.

La curatela si apre a seguito di una sentenza di inabilitazione nei confronti della persona che si trova in condizioni di infermità di mente meno gravi di quelle che danno origine all’interdizione; espone sé o la propria famiglia a pregiudizi economici a causa di prodigalità, abuso di sostanze alcoliche e/o stupefacenti; è sordomuta o cieca fin dalla nascita e priva di idonea educazione. Comporta la conservazione della capacità di agire per gli atti di ordinaria amministrazione (atti di conservazione dei beni) mentre viene nominata una figura (il curatore), con il compito di assistere la persona per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione (come la vendita o l’acquisto di beni).

L'amministrazione di sostegno, invece, si apre a seguito di un decreto del giudice tutelare nei confronti della persona che per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica si trovi nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Nell’interesse della persona viene nominata una figura (l' amministratore di sostegno) con il compito di assisterla e affiancarla mediante interventi di sostegno, che sono diversi da caso a casa e vengono definiti dal giudice nel decreto di nomina. 

A differenza della tutela e dalla curatela, quindi, l'amministrazione di sostegno si caratterizza per la flessibilità che permette al giudice di ritagliare un provvedimento su misura, stabilendo i compiti dell’amministratore in base alla situazione, alle necessità e alle capacità residue dell’individuo.  Inoltre l'amministrazione di sostegno mantiene la centralità del beneficiario, perché è della sue aspirazioni e volontà che l'amministratore deve sempre tenere conto per esercitare il proprio ruolo. 

La richiesta al giudice tutelare per un amministratore di sostegno può essere presentata dal coniuge, dai parenti fino al quarto grado, dal convivente, dai servizi sociali e dal beneficiario stesso. Questo rappresenta un’altra grande novità: la persona debole, per un’invalidità o in seguito a una menomazione, può richiedere un aiuto e un sostegno calibrato sulla base di specifiche necessità, che possono anche modificarsi nel tempo e che sono definite proprio nel decreto di nomina. 

 

PERCHE' L'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO E' UTILE: ALCUNI DATI SULLA POPOLAZIONE

Gli anziani

La provincia di Grosseto è la più “anziana” della Toscana e anche l’Area grossetana (quella che comprende i Comuni uniti nel Coeso: Grosseto, Castiglione della Pescaia, Roccastrada, Scansano, Civitella Paganico e Campagnatico) invecchia a un ritmo maggiore della media. Nella zona, infatti, risiedono quasi 110mila persone e, di queste, 25mila sono anziane.  Il dato è destinato a crescere: l’ISTAT stima che il 1 gennaio 2015 la popolazione ultra 64enne della provincia di Grosseto passerà da 55mila persone circa a oltre 59mila con un incremento del 6,4 per cento, mentre quella ultra 84enne passerà da più di 8mila unità a quasi 10mila con un incremento del 21 per cento. La popolazione tra i 50 e i 74 anni, invece, da 74mila circa a arriverà a 76mila con un aumento del 2,2 per cento. 

 

I non autosufficienti

Dal confronto tra le stime dell’Agenzia regionale di sanità (ARS) e i dati locali – raccolti da Società della Salute, Asl, Osservatorio provinciale per le politiche sociali -, si ipotizzano nella sola Area grossetana circa 3mila anziani non autosufficienti e 3mila 500 anziani fragili ad altissimo rischio non autosufficienza. 

Se rapportato all’intera provincia il dato è ancora più allarmante: il numero degli anziani fragili a rischio non autosufficienza si attesta intorno alle 8mila persone, mentre sono circa 4250 quelle non autosufficienti di cui 1800 gravi. 

 

I malati cronici 

Esistono una serie di patologie cronico-degenerative piuttosto diffuse tra gli anziani, come la bronco pneumopatia cronico ostruttiva (BPCO), il diabete, lo scompenso cardiaco, le malattie cardiovascolari e le

demenze. Per queste persone sarebbe importante imparare a “gestire” la propria malattia, diventando esperti delle pratiche utili per evitare scompensi: impedire la degenerazione di alcune patologie o il verificarsi di episodi particolarmente gravi  può ritardare, o persino evitare, il precipitare in una condizione di non autosufficienza. Per far questo i malati cronici devono essere assistiti a tutto tondo, sul piano sociale, familiare, socio assistenziale e sanitario e un soggetto che coordini le diverse attività e segua la persona fragile nel suo percorso potrebbe facilitare il compito dei servizi sociali e sanitari.

 

Le persone disabili 

Nell’Area grossetana sono circa 1700 le persone disabili di età compresa fino a 64 anni – con handicap accertato dall’apposita commissione – di cui poco più della metà in condizione di gravità. A livello provinciale, invece, si stima che vivano oltre 3mila soggetti disabili di età compresa tra 0 e 64 anni. 

 

Le famiglie

Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un progressivo assottigliamento della famiglia con un aumento significativo dei nuclei unipersonali, la  maggior parte dei quali è costituito da anziani soli: nell'Area grossetana vivono circa 49mila famiglie, composte da una media di 2,2 componenti. Sono cresciuti i nuclei monogenitoriali che sono, a oggi, almeno 4mila 300, e le famiglie uni personali, che sono circa 17mila ovvero il 35% del totale. Questo quadro sociale sociale che si inserisce in un contesto economico piuttosto complicato: nel Grossetano il reddito – da lavoro e pensioni – è inferiore alla media regionale e questo elemento si sta aggravando con l’attuale crisi economica. 

 

Alcune considerazioni

I dati portano a riflettere sulla capacità della società di assistere e sostenere una cospicua fetta della popolazione, che potrebbe non essere perfettamente in grado di curare da sola i propri interessi, e potrebbe, quindi, avere bisogno di una “guida” e di un sostegno. La figura dell’amministratore di sostegno può quindi diventare un valido supporto per questa fascia di persone - in particolare anziani e disabili – che può consentire loro di mantenere in parte la propria autonomia e, allo stesso tempo, usufruire di un sostegno quando necessario per sbrigare alcune pratiche, prendere decisioni, amministrare il proprio patrimonio.

Il mantenimento della propria indipendenza e capacità di decisione è un importante elemento di affermazione personale, che può, insieme ad altri fattori, allontanare o ritardare in alcuni soggetti fragili il passaggio da auto a non autosufficienza. 

In questo quadro l’amministratore di sostegno diventa anche un importante punto di riferimento per le istituzioni. Spesso, infatti, i servizi sociali e sanitari si trovano a dover intervenire in situazioni in cui la capacità di autogovernarsi dell’assistito o del paziente non è più perfetta, ma, allo stesso tempo, non si sono ravvisate le condizioni per richiedere un’interdizione o un’inabilità.

Riuscire a formare e assistere alcuni amministratori di sostegno - volontari di associazioni, praticanti avvocati, studenti, ecc.. – che si facciano carico di sostenere queste persone nel loro percorso per il mantenimento dell’autonomia significa semplificazione di procedure e tempi. Serve, inoltre, ad alleviare il compito dei molti amministratori – i sindaci, in primis – che, spesso, in mancanza di una rete parentale o amicale disposta ad accogliere la nomina del giudice e assumersi il compito di accompagnare la persona fragile nel suo percorso di vita autonomo, diventano amministratori di sostegno di loro concittadini.